La fluorangiografia costituisce uno degli esami più importanti nella diagnostica delle malattie della retina e della coroide. questo esame, infatti, consente di mettere in evidenza le aree non irrorate (ischemiche) e lesioni provocate da nuovi vasi che si sviluppano a causa di carenza di ossigeno. In sostanza funziona come una mappa consentendo al medico di individuare con maggiore precisione le zone malate.
Come funziona?
L’esame viene effettuato a digiuno. Viene iniettato un mezzo di contrasto in vena che, sciogliendosi nel sangue, consente di visualizzare eventuali anomalie della retina. Questo liquido può essere la fluoresceina o l’indocianina verde – e si utilizza a seconda della patologia da studiare. Dopo la dilatazione delle pupille, ci si siede di fronte allo strumento; quindi viene iniettato il mezzo di contrasto in vena e vengono scattate una serie di foto utilizzando il retinografo. Il mezzo di contrasto viene poi eliminato dal corpo tramite l’urina che, nelle ore successive, assumerà un colore diverso. Le indicazioni ottenute dall’esame fluorangiografico hanno carattere sia morfologico che funzionale.
Fluorangiografi
